Ikaria, l’isola della longevità

panorama isola greca

Longevità e immunità al Covid vanno di pari passo? Cos’ha di così speciale Ikaria, l’isola della longevità, per essere stata oggetto di una vaccinazione di massa?

Uno stile di vita

Ve la immaginate di fronte al super manager della vostra multinazionale che vi chiede di fissare l’incontro per presentare il report importante per le sorti dell’azienda, una risposta del tipo: O il mattino, o il pomeriggio, o la sera?

Non so se riuscite a salvare il vostro posto di lavoro, ma sicuramente avete seguito uno dei paradigmi della gestione del tempo dell’isola di Ikaria: niente appuntamenti.

E se sopravviverete allo stress del licenziamento, vi sarete comunque salvati da uno dei tanti malanni che affliggono le società occidentali. Sull’isola infatti, c’è una popolazione di 10.000 persone che vive da otto a dieci anni più a lungo degli americani con la metà del tasso di malattie cardiache, molto meno cancro e, cosa più straordinaria, quasi nessun caso di demenza.

La gestione del tempo, dei rapporti umani, della nutrizione sana sono alla base del magico mondo dell’isola di Ikaria, splendida isola dell’arcipelago greco.

Ikaria è un’isola greca situata nell’Egeo centro orientale (tra Mikonos e Samos), non tra le più rinomate a livello turistico, anche se dotata di spiagge meravigliose che si estendono per 255km. E’ composta prevalentemente da terreno montagnoso e la natura è qui veramente rigogliosa. Le testimonianze dai siti di viaggiatori ci descrivono un’isola bellissima dai fieri ma accoglienti abitanti, ricca di storia e di cibi naturali e saporiti.

Le “blue zone”, oasi di longevità

Risalgono agli inizi del XXI secolo studi sistematici su un fenomeno a livello mondiale per cui in alcuni particolari luoghi del globo gli abitanti godono di particolari caratteristiche in termini di salute e longevità.

Queste zone (ne sono state classificate ben 6), lontanissime geograficamente e culturalmente tra di loro, sono state denominate “blue zone” (zone blu) per opera del giornalista Dan Buettner.

Non è facile pensare a degli elementi comuni tra gli arzilli vecchietti greci di Ikaria, i sorridenti anziani di Okinawa o i più austeri ed eleganti avventisti di Linda Loma, ma inappuntabili studi condotti da eminenti autorità nel campo della salute hanno trovato un filo comune tra queste comunità.

Per Ikaria, i dati raccolti, cosi come per la zona di Ogliastra in Sardegna, sono veramente importanti, le percentuali di persone longeve ma soprattutto l’incidenza di malattie cardiovascolari e degenerative è veramente a livelli fuori dal comune,

Da un lato eclatanti risultati che a livello di statistiche hanno posto questi luoghi fuori dalla possibile casualità, dall’altro quello che a noi interessa maggiormente sono le indagini sulle possibili cause di questi numeri cosi eccezionali..

Dan e la sua equipe hanno messo in evidenza ben 9 fattori che incidono in maniera determinante, ma qui vogliamo soprattutto dedicarci ad alcune peculiarità della nostra bellissima isola greca e dei suoi simpatici abitanti

Ikaria e la dieta mediterranea

Sui benefici della dieta mediterranea la letteratura scientifica ha prodotto centinaia di studi seri e affidabili. Ormai la dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio dell’Unesco, è quasi unanimemente indicata come una corretta e sana alimentazione, in grado di preservare da malanni di vario tipo. Purtroppo, in questo ultimo periodo in molte zone del sud Europa si sta perdendo il giusto approccio alla dieta, sempre più appannaggio solo delle persone più anziane legate alle tradizioni.

E sono proprio i vecchi abitanti di Ikaria che basano ancora gran parte della loro dieta su verdure selvatiche, fagioli, frutta e verdura raccolte in stagione, pesce appena pescato dal mare, maiali allevati nel cortile di casa, capre che pascolano selvatiche in montagna e polli che mangiano anche gli avanzi dei pasti della famiglia.

Ovviamente va sottolineata l’importanza di avere cibi naturali, freschi e fatti in casa oltre al giusto contenuto e bilanciamento della loro nutrizione.

Il tutto annaffiato dalla giusta quantità di vino rosso e d’altronde cosa ci possiamo aspettare da un’isola cui la mitologia assegna il ruolo di luogo di nascita di Dioniso il dio greco del vino?

Sarebbe comunque uno sbaglio ascrivere ad un alimento in particolare le proprietà determinanti per lo stato di benessere degli abitanti di Ikaria. Sappiamo infatti che non è il singolo alimento a fare la differenza ma l’intero programma alimentare.

Il movimento fisico

Ikaria è un villaggio di montagna. Quasi ogni viaggio al negozio o a casa di un amico per mangiare include un viaggio in salita. Quindi, durante la giornata, i residenti fanno attività fisica regolare e a bassa intensità. Non stanno facendo quello che stiamo sbagliando nel mondo occidentale, dove pensiamo che possiamo sederci in ufficio e davanti alla TV tutto il giorno e poi recuperare con 30 minuti in palestra. Questa fase di prolungato lockdown poi non ha certo aiutato a superare le nostre cattive abitudini!!!

Altra abitudine importante è il sonno quotidiano di circa 10 ore, arricchito anche di un bel sonnellino quotidiano.

Ikaria: vivere nel villaggio

A Ikaria, non puoi evitare il contatto sociale. La gente si aspetta che tu ti presenti alle feste di paese, in chiesa e alle celebrazioni. Se non lo fai, il tuo vicino busserà alla tua porta chiedendosi dove sei.

Gli ikariani hanno molte meno probabilità di soffrire di solitudine e depressione rispetto agli americani e agli occidentali in generale.

Ikaria: vivere con il Covid

Un gioiello così speciale per l’immagine della Grecia nel mondo non poteva essere tralasciata nella lotta al Covid. Infatti il governo greco ha scelto quest’isola insieme ad altre per un programma di vaccinazioni di massa.

Questo ha reso Ikaria “100% Covid free​*​

Allora “longevi e immuni” potrebbe essere il motto di quest’isola.

Un modello perseguibile?

Cibi freschi, naturali e nutrienti, assenza di inquinamento, grande socialità e senso della comunità, senso del tempo e uso della pennichella, caratteristiche che sembrano venire da un altro pianeta rispetto alla nostra vita ultra accelerata, scandita da tempi e doveri, alimentata da cibi ultraprocessati, videogiochi e serie tv fino a sfinirsi.

Eppure……possiamo trovare qualche spunto importante da questi luoghi?

Ebbene anche l’intraprendente Buettner, non si è fermato a suoi reportage giornalistici in queste isole fuori dal tempo, ma ha anche avviato una serie di iniziative, incluse nel cosiddetto progetto Blue Zone.

Questo progetto ha come obiettivo, anche un pò utopistico se vogliamo, l’innesco di comportamenti virtuosi in comunità e gruppi. I risultati illustrati dai coordinatori del progetto sono incoraggianti e sembrano sostenere l’idea di base, che non è una chimera indurre cambiamenti incisivi anche se limitati e progressivi su interi gruppi di persone.

Allora anche noi possiamo fare un’analisi delle nostre abitudini sbagliate e confrontarle con dei modelli virtuosi.

Ikaria, la Sardegna e le altre zone ci danno la grande informazione che la longevità è un traguardo alla portata dell’essere umano e che se anche la genetica non ci aiuta, possiamo comunque fare molto.

Applichiamo fin da subito le poche ed elementari regole che ci vengono suggerite da queste esperienze, basta poco, anche una piccola nuova abitudine nella nostra routine, per sperimentare importanti cambiamenti.


  1. ​*​
    per dettagli del piano: https://www.corriere.it/esteri/21_febbraio_12/piano-grecia-diventare-covid-free-isole-che-sono-gia-dbddba4a-6d19-11eb-9243-a33dd4e4072e.shtml

gobinde

informatico , blogger, appassionato di cammini di crescita personale, nutrizione e alimentazione. Da 20 anni la sua ricerca si incentra sul benessere fisico e spirituale dell'uomo.

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